L’istituto assicurativo è stato oggetto di molti studi da
parte della storiografia, ma le fonti archivistiche pisane sono state
al centro di alcune delle più importanti scoperte in questo campo,
rivelando per altro modalità anomale di grande interesse. Nel corso
del Trecento, Pisa, che vide il declino progressivo della sua presenza
mediterranea per affermarsi a livello tirrenico (mantenendo però
alcuni contatti con la Francia meridionale, le Baleari e la Barberia),
dilatò la propria vocazione mercantile non più in ambito
marittimo, bensì terrestre e manifatturiero (laniero, prevalentemente),
contribuendo allo sviluppo della banca moderna e al successo del sistema
di credito di esercizio.
L’importanza dell’assicurazione marittima per favorire lo
sviluppo del commercio è evidente, anzi, giocò un ruolo
almeno di pari importanza a quello dei progressi della tecnica nautica,
agevolando il finanziamento delle imprese marittime e limitando l’entità
dei possibili danni economici.
Lo strumento finanziario al quale ricorreva il commercio marittimo pisano
– in mancanza dell’assicurazione - era la commenda, e quella
pisana risultava essere peculiare non solo per sopravvivere più
a lungo rispetto ad altre realtà, ma per costituire una più
stretta relazione tra l’aliquota spettante al socius stans,
l’accomandante, ed i rischi connessi al viaggio, quel risicum
maris et gentium al quale si esponeva il mercante.
A Pisa si nota una peculiare somiglianza tra i due contratti, quello del
prestito a cambio marittimo e quello di commenda, quasi fino ad annullarne
le differenze e assistere ad una situazione nella quale il mercante si
avvaleva della commenda a scopo assicurativo, così come avveniva
con il prestito, che vide poco a poco ridursi il suo impiego.
Questo fenomeno fa sì che nelle fonti pisane sia possibile reperire
tracce della coincidenza tra commenda ed assicurazione, come è
dimostrato dagli studi condotti presso l’Archivio cittadino. Si
tratterebbe di una prima formula nella quale commenda ed assicurazione
si combinano attivandosi non contemporaneamente, bensì quest’ultima
si attivava solo in caso di conclusione positiva del viaggio in oggetto.
Questa novità rappresenta un’ulteriore prova della vivacità
dell’ambiente mercantile pisano, le cui esigenze furono alla base
della nascita di un contratto di assicurazione autonomo ed originale.
I documenti attestano infatti come si sia raggiunto, qui prima che altrove,
l’enucleazione di una polizza assicurativa dalle caratteristiche
moderne fin dal 1322.
Questo fu senza dubbio una delle eredità più rilevanti lasciateci
dai mercanti pisani.
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