La flotta repubblicana
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Dopo una prima testimonianza altomedievale di una consistente flotta navale pisana, nel 603, quando papa Gregorio Magno mise in allerta bizantini e longobardi di non aver potuto ottenere alcuna garanzia quanto alle intenzioni degli intraprendenti dromoni pisani, occorre attendere quattro secoli prima di trovare un’altra traccia documentale in merito. Gli storici concordano infatti che le navi pisane parteciparono alla vittoriosa spedizione del conte Bonifacio di Lucca, nell’828, mossa inizialmente contro Corsica e Sardegna, poi dirottata verso le coste dell’Africa settentrionale. Analogamente, furono almeno trecento le navi impiegate nel 1087 per espugnare le coste africane presso al-Mahdiya e Zawila, mentre altre 120 furono impiegate alla volta di Gerusalemme durante la Prima Crociata.
B.Polloni, Antico Porto Pisano di Bocca d'Arno e suo Cantiere, tratto da un intaglio del 1578 del maestro Marco Sadaler, 1834, acquaforte Più doviziose di dettagli le fonti riguardanti l’impresa pisana alla volta delle Baleari, iniziata nel 1113. Secondo il Liber maiolichinus, infatti, poema che celebrò l’impresa, furono 300 le veloci galere, mosse da 100 remi disposti in duplice ordine, che presero parte alla gloriosa spedizione. Quanto alla flotta mercantile, la storiografia
ha notato l'esiguità delle dimensioni delle navi pisane, caratteristica
soprattutto evidente nel corso del XIV secolo in confronto con quelle
di altre città mediterranee. Un'ipotesi attribuisce alla sconfitta
della Meloria la causa della decadenza della classe armatoriale del XIII
secolo e il successivo sorgere di un nuovo ceto di armatori con scarsi
mezzi economici e quindi non in grado di finanziare la costruzione di
grosse navi.
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