Imbarcazioni - L'età moderna

Vascelli minori


 

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La flotta era costituita anche da un numero considerevole di navi ausiliarie, come la fregata a vela quadra, una specie di naviglio agile e snello, destinato fuori linea e sempre al servizio dei grossi legni da guerra; la saettía velocissima nel corso; la feluca destinata al seguito delle galere per i servizi minuti; il galeoncino o galeonetto, sullo stesso tipo, ma più piccolo del galeone, armato da 8 a 16 cannoni.

 

 

Nuovi tipi di vascelli da guerra

Galleria/Gallery

 

Interessante è una relazione di Robert Dudley intorno ai nuovi tipi di vascelli da guerra da lui ideati e fatti costruire a Livorno. Anzitutto si fanno presenti alcuni apprezzamenti particolari quanto ai progressi nautici e militari dei turco-barbareschi, in particolare in quanto ai loro “vascelli quadri” dotati di estrema agilità e velocità.

Si propose e si studiò allora con dettagliatissima attenzione un vascello chiamato “galeratone”, che unisse alla velocità del corso l’agilità della manovra e la potenza degli armamenti. Il galeratone, di 25 banchi, di scarso pescaggio, e con la possibilità di disalberare (cioè diminuire l’alberatura per non esporla troppo all’artiglieria nemica) e prueggiare (significa governare il vascello contro vento, cambiando a successive riprese la direzione della prua), era insomma assai differente dalle galeazze e richiedeva assai minore spesa. La loro piena efficienza strategica sarebbe stata data dalla sistemazione della artiglierie, per modo che tre soli di questi vascelli armati avrebbero potuto imbarcare mille fanti e tener testa a 40 galere nemiche.

Galeone riformato.Progetto di R.Dudley dall'Arcano del Mare

Altro tipo di nave ideato dal Dudley era il così detto "gallerone", che differiva dai galeratoni per una maggior velocità, quantunque avesse minore efficienza, armato con 49 pezzi di artiglieria, con 20 petrieri (cannoncino di metallo, del calibro di una o due libbre senza affusto, bilicato sopra una forcella e fornito di coda pel maneggio; si carica con 12 o 24 pallottole di piombo, e si porta dai bastimenti sul cassero, o sui parapetti, per difesa dell’arrembo, ed anche per saluti e segnali) e munito di 25 banchi. Quattro galleroni potevano uguagliare, dal punto di vista tattico, sei galere, e potevano difendersi egregiamente contro una squadra di 25 unità nemiche.

Nonostante le promesse meraviglie, galeratoni e galleroni vennero impostati sugli scali di Livorno e di Portoferraio, ma dopo l’infelice prova fatta nel 1617 da un galeratone e l’aver verificata l’estrema difficoltà di manovra delle imbarcazioni (fosse ciò dovuto o meno dall’incompetenza tecnica ed inesperienza nautica di qualche comandante dell’Ordine), le supreme autorità stefaniane ne stabilirono il disarmo.

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