Imbarcazioni - L'età moderna

Bibliografia

 

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tipologie e caratteristiche
Fonti

F.Angiolini, Politica, società e organizzazione militare nel Principato Mediceo: a proposito di una 'memoria' di Cosimo, in «Società e storia», 31 (1986), pp.1-9.

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R. Bernardini, Breve storia del Sacro Militare Ordine di S.Stefano Papa Martire dalla fondazione a oggi e dell'Istituzione dei cavalieri di S.Stefano, Pisa, ETS, 1995.

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E. Coppi, Livorno e le galere medicee nel 1646-1648, in Atti del Convegno "Livorno e il Mediterraneo nell'età medicea", Livorno 23-25 settembre 1977, Livorno, 1978, pp.371-376.

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F.Gay, Considerazioni sulle navi dell’Ordine di Santo Stefano, in “Quaderni Stefaniani”, I (1982), pp.5-66.

G.Guarnieri, L'Ordine di Santo Stefano nei suoi aspetti organizzativi tecnici-navali sotto il gran magistero mediceo, Pisa, Giardini Editori, 1965.

G.Guarnieri, L'Ordine di Santo Stefano nei suoi aspetti organizzativi interni e navali sotto il gran magistero lorenese, Pisa, Giardini Editori, 1965.

M.E.Mallett, The Florentine Galleys in the Fifteenth Century, Oxford, 1967.

C.Manfroni, La marina da guerra di Cosimo I e dei suoi primi successori, in "Rivista marittima", XXVIII (1895), II, pp.225-265; III, pp.525-550; IV, pp.73-108; V, pp.273-314.

B.Pecciarini Gay, Le navi medicee nei disegni di Braccio del Bianco, architetto fiorentino, in "Quaderni stefaniani", XXI (2002), pp.163-195.

Sezione maestra di una galera (da Paris, Souvenirs de Marine Conservés, 1882)

Archivio

 


Peter Paul Rubens, L'arrivo di Maria de'Medici nel porto di Marseille, olio su tela, c.1622-1625

Michelangelo Buonarroti il Giovane, letterato nipote del grande Michelangelo, ci ha lasciato una entusiastica descrizione dello sfarzo e della bellezza della nuova galera, la “Capitana Nuova”, che fu costruita forse appositamente fra il 1598 e il 1600, per recare Maria de’ Medici in Francia per andare sposa, nel 1600, a Enrico IV. Così ci racconta questo testimone, colpito dalla pomposità degli addobbi, a guardia dei quali e della futura regina di Francia furono imbarcati cento cavalieri armati di achibugi:

Il guscio di fuori con bel disegno tutto intagliato di figure, di maschere, di arpie, di animali e fogliami per molti quadri spartiti di bassi e interi rilievi, tutto dorato era; e dentro le camere in qualunque parte dipinte di gioie commesse, fornite di letti con i loro arredi e paramenti d’oro … le vele bellissime fuor dell’usato vi furono, parte delle quali scaccate erano di gigli, e palle. Bandiere, fiamme, gagliardetti, pannelli e insegne d’intorno per lo numero di sessanta. Di scarlatto ricco, tutta la ciurma di una divisa vestita fu”. La poppa poi: “Ebbe tutti i ferramenti e righe e garidde che si attraversano tra di loro a guisa di una pergola, lustrati e dorati, e similmente la freccia che va in mezzo la qual tutta intagliata era di fine opera e di fuori nella sua testa finiva in bell’arme della Regina … ciascuno suo ferro di preziosissime gioie in legatura d’oro smaltate per quantità di duecentocinquanta e furono Granati, Balasci, Zaffiri, Smeraldi, topazi, Grisopazi, Crisoliti, Ametisti e Perle … Il piano overo spalto di essa di leggiadri partimenti insieme commesso, aveva il fondo suo di sandalo, di canna d’India, ebano, avoio e di granatiglio che richiudevano in varie forme di più di meno grandezza pezzi di madreperle, corniole, lapislazzuli, amatisti. Di simile lavoro di gran diaspri vi furono i badini o spalliere e gli altri sostegni suoi. Una vaghissima ed ammirabile invetriata di cristalli richiudeva questa poppa”.

 

 

 

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