| GLOSSARIO |
Fondachi
Magazzini posti nelle vicinanze dei vari approdi e scali posti
sulle rive dell’Arno.
Azzeri, o Osari, Oseri, Osaretto, Ozeri
Corso d’acqua che trae origine dai monti Pisani e che attraversa
la Piana di Pisa, da non confondersi con il bacino dell’Auser.
Arcaico, periodo
Periodo culturale (e artistico) (fine VII, VI e inizio V secc. a.C.) compreso
tra quello orientalizzante e quello classico. Particolarmente intenso
risulta l’apporto stilistico della Grecia.
Classica, Età
Momento artistico tra il V e il IV sec. a.C. che si colloca tra
l’arcaismo e l’ellenismo. E’ determinato dall’influenza
stilistica dei grandi centri artistici della Grecia: la regione dell’Attica
e in particolare Atene.
Orientalizzante, età
Locuzione che indica un momento artistico (fine VIII-VII sec.
a.C.) durante il quale si assiste ad un fenomeno di diffusione e di imitazione
di motivi orientali giunti in Etruria attraverso una notevole importazione
di prodotti dal Vicino Oriente.
Strabone
Storico e geografo greco nato intorno al 64 a.C. ad Amasea Póntica,
in Asia Minore, nel regno del Ponto (regione storica sita nell’attuale
Turchia centrosettentrionale), pochi anni prima del 60 a.C. La sua opera
più importante, che possediamo quasi per intero, è Geografia,
un vasto trattato generale scritto intorno al 7 a.C.
Gli Etruschi
L’origine del popolo etrusco è stata a lungo un vero e proprio
problema. Tra gli storici antichi che ne scrivono, molto popolare risulta
la versione del greco Eròdoto (V secolo a.C.), il quale afferma
che gli Etruschi arrivarono in Italia per via mare dalla Lidia (regione
storica sita nell’attuale Turchia egea centrale). Subito dopo la
guerra di Troia, una grave carestia avrebbe indotto il popolo dei Lidî,
con il loro capo Tirreno (Tyrsenòs), ad abbandonare la patria per
andare alla ricerca di nuove terre. Arrivati sulle coste occidentali dell’Italia
si sarebbero stabiliti tra gli Umbri e avrebbero poi preso il nome di
Tirreni, dal nome del loro capo. Ellànico, storico greco del V
secolo a.C., identificava gli Etruschi con il popolo nomade dei Pelasgi,
leggendari abitanti dell’isola egea di Lemno. Un altro storico greco,
Dionigi di Alicarnasso (I secolo a.C.), nella sua opera Antichità
Romane, chiamava gli Etruschi “Rasenna”, li considerava indigeni
e ne spiegava l’autonomia (linguistica e religiosa) con le origini
antiche e con l’isolamento culturale e linguistico che caratterizzava
la loro civiltà. Tra il XVIII e la prima metà del XIX sec.
alcuni studiosi, riprendendo la tradizione tramandata da Dionigi di Alicarnasso
e partendo dall’analogia del nome Rasenna con quello della tribù
dei Raeti che abitavano le Alpi centro-orientali, ipotizzarono una migrazione
etrusca dalle regioni alpine verso l’Italia centrale.
Massimo Pallottino, ben noto etruscologo italiano contemporaneo (morto
nel 1995), ha circoscritto i termini del problema, rilevando che non si
deve parlare di "origine" degli Etruschi, ma piuttosto di “formazione”
culturale della loro civiltà, in quanto sicuramente al suo costituirsi
avevano contribuito elementi provenienti sia dall’area egeo-orientale
che dall’Europa centrale. In Etruria, questi si sono integrati con
gli abitanti locali, ed il risultato di tale integrazione è, appunto,
la nascita della civiltà etrusca: essa si è formata in Etruria,
e non altrove.
L’Etruria non fu mai una “nazione” nel senso moderno
del termine, ma un’insieme di città-stato, che furono alternativamente
importanti; in seguito, la carenza di unione politica e militare avrebbe
facilitato il graduale, spesso forzoso incorporamento nello stato romano.

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