Il Mondo degli Arsenali - La tradizione mediterranea di Pisa

Il sistema portuale pisano in età antica

Età Etrusca

Età Antica: indice

Patrimonio Materiale
Le strutture portuali
I materiali
Gli attrezzi del mestiere

Patrim. Immateriale
La storia
Storia dei costruttori navali
Scienze navali e tecnologie
applicate
Le attività portuali

Fonti documentali. Archivio
Glossario
Link

La particolare conformazione geografica della valle pisana, quale uno dei principali porti naturali della costa tirrenica, per di più per la convergenza in loco di vie fluviali navigabili e di reti viarie d’indubbio rilievo, ha favorito l’insediamento di nuclei abitativi votati al commercio fin dall’età del Paleolitico superiore, quando Pisa già rappresentava uno dei centri di scambio di prodotti di primaria importanza, quali il sale ed i metalli.
Anteriormente ai Romani, dunque, sono state numerose le popolazioni che vi si sono avvicendate, con l’ambizione, non sempre soddisfatta, di assicurarsene il predominio. Tra queste si ricordano le principali: i Liguri, i Greci e gli Etruschi.
Quanto alla civiltà etrusca, che Diodoro Siculo, storico vissuto nel I secolo a.C., chiamò dei signori del mare, numerose sono le testimonianze che attestano come la comunità residente nell’area pisana avesse stretti rapporti con il mare, sia per le tracce rimaste nella necropoli come il robusto molo e la palizzata reperiti nel porto urbano sulle sponde dell’Auser. In particolare, Pisa colloca un significativo momento di espansione al concludersi del V secolo a.C. quando, calmatesi le ostilità nel Tirreno settentrionale ed affermatasi la politica filoateniese in ambito mediterraneo, si attestano l’edificazione di un tempio in Piazza Dante e la realizzazione dei primi insediamenti fortificati sui rilievi dell’area pisana.

Età Romana


Nave oneraria in navigazione a vela. Bassorilievo.

I romani riconobbero a Pisa lo stato prima di “socio”, cioè di alleato, poi, nel II secolo a.C., quello di “colonia” con diritto di cittadinanza romana, per poi concedere quello di “municipio” nel I secolo a.C., concesso probabilmente a riconoscimento della fedeltà dimostrata all’Impero in varie occasioni (come è dimostrato dall’appellativo dato alla città di ‘Colonia Giulia obsequens’).
La posizione geografica privilegiata, sia da un punto di vista marittimo che terrestre, dato il porto e la vicinanza alla via Aurelia, permise a Pisa di eccellere ben presto nell’attività commerciale e cantieristica. Questo fermento economico fu all’origine dell’espansione urbanistica dell’abitato e l’antico borgo di pescatori lasciò il posto, nel 193 a.C., all’Oppido pisano, ossia ad un nucleo urbano fortificato. In quella data, ci riferisce infatti Tito Livio, la città aveva chiesto l’ausilio dei Romani per difendersi dall’attacco delle popolazioni Liguri. Di questo primo insediamento stabile purtroppo non è quasi rimasta traccia, ma doveva trattarsi di una superficie a pianta quadrangolare e ben protetto da mura, posto sulla riva destra dell’Arno e cinto ad ovest dal corso dell’Auser. In quest’epoca, l’approdo della città era prevalentemente quello fluviale, mentre l’approdo marittimo, Porto Pisano appunto, si sviluppò solo successivamente, probabilmente non prima del I secolo d. C. quando si trova per la prima volta attestato, negli scritti di Tacito, la presenza di un porto extra-urbano, identificabile a sud del nucleo abitato, alla foce dell’Arno in località Stagno.

 

< indietro