Scienze della Navigazione - L'età antica

Scienza Nautica di epoca antica

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Il navigante, prima dell’invenzione della bussola e dei moderni strumenti di orientamento, doveva stabilire la rotta basandosi sulla posizione del sole e dei punti di riferimento visibili della costa o, magari, dovendo raggiungere due punti distanti tra loro da una tragitto in alto mare, come ad esempio tra due isole, si poteva basare sulle nuvole, che in genere si formano solo sopra la terraferma. Di notte invece l’orientamento doveva forse essere più facile, potendosi fissare sulla posizione della stella polare, mentre solo i fari costieri potevano permettere la determinazione della posizione.

La visibilità era quindi fondamentale per mantenere sotto controllo i vari punti di riferimento e, del resto, la navigazione si svolgeva in prevalenza durante la primavera e l'estate, quando il vento era favorevole e sufficiente da consentire una velocità minima, cosa che garantiva anche buone condizioni di visibilità.
Le conoscenze dell’età antica erano sufficientemente sviluppate da farci ipotizzare l'esistenza di strumenti scientifici di calcolo e per la navigazione, eppure non ce n'è rimasta notizia, né alcun esemplare, potrebbe far pensare che non se ne sia ideato nessuno. È comunque possibile ipotizzare che si utilizzassero comunemente metodi rudimentali di calcolo della latitudine, sullo stile del 'kamal' arabo.

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