Scienze della Navigazione - L'età medievale

Strumenti nautici e mercantili

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La scienza di una
potenza marittima

Fonti

Di fronte all’estensione dell’area di influenza pisana, anche l’arte della navigazione conobbe una spinta allo sviluppo tale da poter garantire prestazioni sempre migliori.
Si provvide lentamente ad abbandonare la tecnica di navigazione detta di “cabotaggio”, cioè lungocosta, senza perdere mai il riferimento terrestre.

Conoscere la propria posizione in mare, poter raggiungere la destinazione percorrendo la via più breve e sicura, avere a disposizione mezzi tecnici in grado di rispondere alle nuove esigenze, questi gli obiettivi che si posero nei secoli dell’età media, quando una serie di scoperte di diversa entità permisero uno sviluppo davvero straordinario dell’arte nautica.

Alcuni di tali progressi furono pertinenti alla carpenteria navale, come l’invenzione del timone fisso al dritto di poppa, o l’introduzione di nuovi tipi di velerie in grado di manovrare le imbarcazioni controvento.
Di sicura importanza fu poi l’adozione delle carte portolane e la riscoperta di Tolomeo.
Probabilmente però, la grande scoperta di quest’epoca fu la bussola.

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