Navigatori e genti di mare - L'età antica

L'Instrumentum domesticum

Cesto con intelaiatura a stecche

Pettine in legno

Aghi ed agoni

Ceramiche decorate

Età Antica: indice

Patrimonio Materiale
Uomini di mare
L’Instrumentum
domesticum

Patrim. Immateriale
Vita a bordo
Fonti

Un spaccato molto significativo della vita a bordo è fornito dagli oggetti ritrovati nel sito archeologico di Pisa San Rossore.

Le particolari condizioni di umidità del sito (soprattutto la presenza di una copiosa falda acquifera superficiale e l’assenza di ossigeno nei livelli sabbiosi) hanno infatti permesso l’incredibile conservazione di molti arnesi destinati alla vita di ogni giorno fornendo una possibilità eccezionale di ricostruire il vissuto quotidiano di quanti si avvicendarono nella attività marittime dell’età antica.

Sono documentati in maniera sorprendente i momenti principali della giornata tipo dell’equipaggio e di tutte quelle persone che, dotate di diverse professionalità e ruoli, potevano trovarsi in un porto antico. L'insieme delle situazioni ed attività "tipo" sono facilmente ricostruibili grazie ai numerosi esempi conservati di “instrumentum domesticum” di grande rilievo storico e suggestione.

Si conservano dunque oggetti di uso comune, quali ceste in fibre vegetali e contenitori per gli alimenti liquidi (acqua potabile, vino, olio e garum) e solidi (cereali, olive, frutta fresca o conservata, legumi, carne affumicata o sotto sale), poi stuoie e lucerne annerite dall’uso, vasellame da mensa, coppe in vetro e in ceramica (per lo più esemplari a vernice nera di origine volterrana), e molti altri utensili utilizzati per la dispensa di bordo.

Lucerne

L’acqua per il viaggio veniva trasportata in cisterne nella stiva dell’imbarcazione, come ampiamente attestato dai resti, mentre il cibo consisteva per lo più in farinacei e carne, cotti su un braciere meticolosamente riparato dal vento.

Si attestano anche alcuni esempi della strumentazione legata alla prassi medica e farmaceutica, costituiti da alcune spatulae in bronzo – soprattutto per uso farmaceutico più che chirurgico - e cucchiai in osso o in metallo, molto probabilmente facenti parte di una cassettina di pronto soccorso di bordo della nave oneraria E, mentre i medicamenti dovevano essere contenuti probabilmente nei piccoli balsamari ceramici. Si conservano oggetti dedicati alla cura personale ed alla cosmetica (come pettini e spilloni in osso per acconciarsi, una fibula aurea, calzature dalla suola in legno).

Né mancavano i momenti di svago, come testimonia il ritrovamento di pedine da gioco in vetro fuso di forma circolare (si tratta dei “ladruncoli”, usati su una specie di scacchiera, e molto comuni soprattutto presso gli accampamenti militari), mentre la pur esigua quantità di monete ne attesta l’uso, una volta giunti in porto, per le transazioni commerciali.

Infine, si annovera una serie di oggetti relativi alla manutenzione dell’imbarcazione, come un bruschino in legno e setole di saggina per la pulizia del ponte, carrucole in legno destinate alle manovre delle vele oppure frammenti di cime e cordami, infine piccoli strumenti di bronzo destinati alla riparazione delle vele ma anche delle reti da pesca. La presenza infatti di ami e di aghi da reti, oltre che di alcuni pesi fittili, testimoniano come la dieta dei marinai venisse ad integrarsi con pesce fresco ogni quando possibile per variare il monotono regime a carne conservata.



Bruschino

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