Navigatori e genti di mare - L'età medievale

Le memorie dei protagonisti

 

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Marinai e genti di mare
Fonti

L’attività marinara di Pisa fu senza dubbio ininterrotta per tutto il Medioevo. Sono numerose le cronache dell’epoca, in particolare gli Annales Pisani e il Cronicon Pisanum, così pure come i componimenti poetici che, insieme ai testi epigrafici, celebrarono la gloria della città e delle sue imprese. A testimonianza di questo ruolo di primo piano sulla scena mediterranea, vi sono le epigrafi poste sulla facciata della cattedrale pisana a memoria delle vittorie riportate sui Saraceni a Reggio nel 1005, in Sardegna nel 1015-1016, di Bona nel 1034, celebrante la spedizione contro Palermo del 1063, e infine a ricordo dell’impresa delle Baleari (1114-1115).
In seguito, negli anni dello scontro tra pontefice e imperatore, Pisa si schierò a lato di Enrico IV, il quale la ricompensò con un diploma che riconobbe la piena autonomia comunale. Forte di questo nuovo riconoscimento, la città potenziò il proprio sviluppo in direzione del mare, una scelta quasi obbligata per evitare di entrare in conflitto con Lucca e Firenze, sotto la protezione papale. L’espansione pisana nel Mediterraneo giunse ben presto ad entrare in conflitto con gli interessi dei genovesi e portò ai primi dissidi e dal 1066, data della prima incursione ligure su territorio pisano, iniziarono una serie infinita di scaramucce e scontri che proseguiranno fino alla sconfitta pisana del 1284, pur se non mancarono temporanee interruzioni in nome della difesa di interessi comuni.
Si ricordino, ad esempio, l’attacco sferrato contro l’isola di Pantelleria e la città tunisina di El – Mehediya, nel 1087, in alleanza con Amalfi, Gaeta e Genova, tra gli altri; mentre l’anno successivo le due Repubbliche schierarono una flotta di oltre quattrocento navi diretta contro la costa spagnola, che si concluse con l’assedio e la presa di Valenza. Quest’ultima impresa ebbe gran importanza anche perché aprì nuove vie commerciali grazie alle quali i mercanti pisani giunsero sino alle regioni granadina e di Almeria.

Alla fine dell’XI secolo, Pisa poteva a pieno diritto dirsi una delle più grandi potenze del Mediterraneo, forse non la più temuta in assoluto, ma comunque di grande importanza.

I mercanti pisani operarono e mercanteggiarono nelle piazze e nei porti del Mediterraneo per tutto il duecento ed i primi anni del Trecento. Una "diaspora" che fu particolarmente vistosa in Levante, anche se il raggio di azione delle navi pisane si estese dall'Italia meridionale alla Romania all'Africa settentrionale alla Francia meridionale, fino a raggiungere i mercati di Fiandra e di Inghilterra. Le fonti notarili genovesi confermano il ruolo di alcune piazze frequentate dai pisani: Laiazzo, nel golfo di Alessandretta, e Tunisi, forse la connessione più importante dei commerci tra Mediterraneo orientale ed occidentale, e dove i pisani si specializzarono nell'attività finanziaria. Restano inoltre numerose tracce della presenza pisana in molte città mediterranee, soprattutto quelle di maggior interesse commerciale e dove i pisani si installavano con la formazione di propri quartieri e fondachi, propri consoli e dogane, costruendovi chiese di foggia simile a quelle lasciate in patria e architetture urbanistiche indubbiamente vicine a quelle pisane (così come queste ultime si richiamavano talvolta a quelle).

 

Monumenta epigraphica pisana saeculi XV antiquiora
a cura di O. BANTI, Pisa 2000, pp. 44-45.

La vittoria sui Saraceni a Reggio nel 1005

EX MERITO LAUDARE TUO TE PISA LABORANS NITIT(ur) E P(ro)PRIA DEMERE LAUDE TUA
AD LAUDES URBS CLARA TUAS LAUS SUFFICIT ILLA Q(uo)D TE P(ro) MERITO DICERE NEMO VALET
NON RERU(m) DUBIUS SUCCESSUS NA(m)Q(ue) S(e)C(un)D(u)S SE TIBI PRE CUNCTIS FECIT HABERE LOCIS
QUA RE TANTA MICAS Q(uo)D TE Q(ui) DICERE TEMPTAT MAT(er)IA PRESS(us) DEFICIET SUBITO
UT TACEA(m) RELIQUA Q(ui)S DIGNU(m) DICERET ILLA T(em)P(o)RE PRETERITO QUE TIBI CONTIGERINT
MILIA SEX DECIES SICULU(m) P(ro)STRATA POTENTER DU(m) SUP(er)ARE VOL(un)T EXSUP(er)ATA CADUNT
NA(m)QUE TUU(m) SICULA CUPIENS GENS P(er)DERE NOMEN TE PETIIT FINES DEPOPULATA TUOS
UNDE DOLENS NIMIU(m) MODICU(m) DISFERRE NEQUISTI IN P(ro)PRIOS FINES QUIN SEQUERERIS EOS
HOS IBI CONSPICIENS CUNCTOS MESSANA PERIRE CU(m) GEMITU QUA(m)VIS HEC TUA FACTA REFERT
HIS MAIORA TIBI POST HEC UR<b>S CLARA DEDISTI VIRIB(us) EXIMIIS CU(m) SUP(er)ATA TUIS
GENS SARACENORU(m) PERIIT SINE LAUDE SUORU(m) HINC TIBI SARDINIA DEBITA SE(m)P(er) ERIT
TERTIA PARS MUNDI SENSIT TUA SIGNA TRIUNPHI AFRICA DE CELIS P(re)SULE REGE TIBI
NA(m) IUSTA RATIONE PETENS ULCISCIER INDE EST VI CAPTA TUA URBS SUP(er)ATA BONA

Monumenta epigraphica pisana saeculi XV antiquiora
ed. O. BANTI, Pisa 2000, pp. 47-48 (frammento) e pp.21-22

La spedizione contro Palermo del 1063

ANNO QUO XP(istu)S DE VIRGINE NATUS AB ILLO TRANSIERANT MILLE DECIES SEX TRESQ(ue) SUB INDE
PISANI CIVES CELEBRI VIRTUTE POTENTES ISTIUS ECCL(esi)E PRIMORDIA DANTUR INISSE
ANNO QUO SICULAS EST STOLUS FACTUS AD ORAS Q(uo)D SIMUL ARMATI MULTA CUM CLASSE PROFECTI
OM(ne)S MAIORES MEDII PARITERQUE MINORES INTENDERE VIAM PRIMA(m) SUB SORTE PANORMA(m)
INTRANTES RUPTA PORTU(m) PUGNANDO CATENA SEX CAPIUNT MAGNAS NAVES OPIBUSQ(ue) REPLETAS
UNA(m) VENDENTES RELIQUAS PRIUS IGNE CREMANTES QUO PRETIO MUROS CONSTAT HOS ESSE LEVATOS
POST HINC DIGRESSI PARU(m) TERRAQ(ue) POTITI QUA FLUVII CURSU(m) MARE SENTIT SOLIS AD ORTUM


L'impresa delle Baleari (1114-1115)

VERBI INCARNATI DE VIRGINE MILLE PERACTIS
ANNIS HIS CENTU(m) BIS SEPTE(m) CONNUMERATIS
VINCERE MAIORICAS XP(ist)I FAMULIS INIMICAS
TEMPTANT PISANI MAOMETI REGNA PROFANI
MARTE NECI DANTUR MULTI TAM(en) HII SOCIANTUR
ANG(e)LICE TURBE CELIQ(ue) LOCANTUR IN URBE
TERRA DESTRUCTA CLASSIS REDIT EQUORE DUCTA
ET VI DIVINA REDEUNT VICTRICE CARINA
O PIA VICTORU(m) BONITAS DEFUNCTA SUORU(m)
CO(r)P(or)A CLASSE GERU(n)T PISAMQ(ue) REDUC(er)E QUERU(n)T
SED SIMUL ADDUCT(us) NE TURBET GAUDIA LUCTUS
CESI P(ro) XP(ist)O TUMULO CLAUDUNTUR IN ISTO
CIVIBUS EGREGIIS HEC AUREA PORTA VOCAT[(ur)]
IN QUA SIC [DI]CTAT NOBILITATIS HONOR
HA(n)C URBE(m) DEC(us) I(m)PERII GENERALE PUTETIS
QUE FERA PRAVORU(m) COLLA FERIRE SOLET
MAIORIS BALEE RABIES ERAT I(m)P(ro)BA MULTU(m)
< ILLA Q(ui)D HEC POSSET VICTAQUE SENSIT EBUS
ANNIS MILLE DECE (m) CENTU (m) CU (m) Q (ui) NQ (ue) P(er)ACTI(s)
EX QUO CO(n)CEPIT VIRGO MARIA D(eu)M
PISAN(us) POPUL(us) VICTOR P(ro)STRAVIT UTRA(m)Q(ue)
HISQUE FACIT STRAGES INGEMINATA FIDE[(m)]
DILIGITE IUSTITIA(m) Q(ui) IUDICATIS T(er)R[A(m)]

 

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