Il
mestiere di una piccola potenza mediterranea

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Pisa in età medicea continuò a svolgere, per
precisa volontà granducale, il suo ruolo di piazza commerciale,
mentre anche Livorno vide progressivamente la sua affermazione di scalo
commerciale. Entrambi i centri costituivano un sistema ben strutturato
teso a servire i traffici mercantili del Granducato, sia in entrata che
in uscita.
L’attività cantieristica, nonostante l’arsenale
divenisse progressivamente sempre più isolato dalla vita della
città, e la navigazione, pur se praticata soprattutto
sull’Arno, restarono vitali almeno fino alla fine del Seicento,
mentre una prova della vivacità economica dell’urbe pisana
è dimostrata soprattutto dall’attività dei mercanti
locali all’estero.
Accanto a queste connotazioni commerciali ed imprenditoriali, Pisa divenne
un luogo di riferimento fondamentale anche da un punto di vista politico,
per esser stata scelta quale sede dell’Ordine dei cavalieri
di Santo Stefano, Ordine cavalleresco dotato di una propria squadra
di galere e di un corpo scelto di ufficiali, e voluto da Cosimo I al fine
di affermare con forza la propria presenza sulle rotte del Mediterraneo.
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