Vie di scambio - L'età antica

Le leggende e la tradizione marittima

Fregio romano con delfini, proveniente dalla basilica dei Neptuni di Roma (115-127). Della metà del XII secolo, sul retro di pluteo a rilievo, dettaglio della parte centrale. Dal recinto della cattedrale, oggi presso il Museo dell'Opera del Duomo, Pisa.

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Le leggende e la
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I commerci mediterranei
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Fonti

Il marinaio era in genere profondamente superstizioso.

Per scacciare dalla nave la malasorte si dipingevano a prora due occhi, con chiaro significato apotropaico, cioè di allontanamento degli spiriti maligni.
Era opinione comune che avere a bordo un uomo pio, fosse di buon auspicio per la traversata, mentre averne uno improbo era considerato un fattore di rischio. C’erano poi delle regole durante la traversata: non tagliarsi unghie e capelli e non avere rapporti sessuali. Del resto le donne erano viste con diffidenza a bordo.

Le divinità più amate dai naviganti erano i Dioscuri, Castore e Polluce erano infatti la costellazione di riferimento, mentre tra le divinità femminili si ricordano Iside, Leda e Serapide. Iside, più greca che egiziana, era la dea del mare e le feste dedicate a lei aprivano la stagione migliore per la navigazione.
L’importanza e il rispetto per queste divinità si manifestava anche nei santuari a loro dedicati nei porti e nelle località pericolose.
Alla partenza per un viaggio si faceva sempre una visita al tempio per assicurarsi la protezione della divinità.
Poi, a bordo, raggiunto l’alto mare, si svolgeva una cerimonia religiosa che comprendeva preghiere e sacrifici alla divinità tutelare e alle divinità del mare.
La stessa cerimonia si svolgeva prima di entrare nei porti per ringraziare della buona traversata. Quando si trattava di un convoglio, i sacrifici venivano effettuati sulla nave ammiraglia. Si facevano sacrifici anche quando si passava di fronte ad un tempio famoso o nel momento del pericolo.

Non c’erano sacerdoti a bordo della nave e, perciò, il gubernator (capitano di navigazione e timoniere) era, in genere, colui che ne svolgeva le funzioni.

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