Vie di scambio - L'età moderna

Diari di bordo e di viaggio

Età Moderna: indice

Patrimonio Materiale
Diari di bordo e di viaggio
Testimonianze di guerra
e di pace

Patrim. Immateriale
Leggende e tradizione
marittima

Folklore
Commerci e scambi tra le due sponde
Fonti

I secoli dal XVI al XVII, fino ai primi decenni del XVIII, videro il susseguirsi di spedizioni delle galere toscane, e in particolare della squadra dell’Ordine dei cavalieri di Santo Stefano, sui mari del Mediterraneo.
Anche quando non vi erano questioni aperte con gli Stati del Nord Africa o la Celeste Porta, gli scontri con le imbarcazioni di altre nazioni, anche se mercantili e non da guerra, furono innumerevoli. Soprattutto quando si trattava di navi turche o barbaresche, ma poteva trattarsi anche di navigli francesi o veneziani, l’attacco da parte degli stefaniani era certo, e se si concludeva con la vittoria di questi ultimi, gli avversari superstiti si sarebbero tramutati in bottino al pari delle altre mercanzie.

Il libri di bordo e di viaggio di quest’epoca, quindi, oltre che riferire dei viaggi compiuti e delle rotte seguite, sono soprattutto registri sui quali lo scrivano, in presenza del comandante della galera e dei due cavalieri più anziani a bordo, si appuntavano le modalità degli scontri, gli elenchi delle prede catturate e l’inventario degli oggetti depredati.



Libri di bordo e registri delle prede

 

Si conserva presso la Biblioteca Comunale di Siena un codice cartaceo, il mss K-III-56, nel quale sono compresi tre documenti dedicati alle “Imprese delle Galere serenissime”.
Si tratta di inventari, in forma di cronaca o di sommario, che fanno riferimento ad azioni di guerra, spedizioni e crociere della flotta stefaniana nella acque del Mediterraneo.
Principalmente, si pone particolare enfasi all’inventario delle “prese”, cioè alla cattura di navigli e di schiavi, realizzate dalla Marina dell’Ordine. I tre documenti nel loro insieme si riferiscono, seppur in modo discontinuo, all’intero XVII secolo ed arricchiscono notevolmente le nostre conoscenze sulle imprese della corsa stefaniana, soprattutto per quanto riguarda i dati quantitativi rispetto alle informazioni sugli schiavi catturati e sui cristiani liberati, ma anche per le precisazioni relative alle tappe e allo svolgimento delle crociere.

Il primo dei tre documenti, intitolato “Imprese delle Galere Serenissime”, contiene una lista cronologica che va dal 1563 al 1667 e presenta un succinto regesto in merito a ciascuna spedizione espletata dalla flotta dell’Ordine in quell’arco di tempo, indicando la data e il luogo dell’avvenimento, oltre ad alcuni particolari dell’azione qualora si fosse segnalata per aspetti degni di interesse, il nome del comandante e il numero delle imbarcazioni impegnate, una descrizione delle forze nemiche (talvolta anche delle merci trasportate e della rotta da loro seguita), il numero dei prigionieri catturati e dei cristiani liberati dalla schiavitù.
Il secondo documento, “Memorie d’imprese fatte dalle Galere serenissime ricavate da un libro di ricordi della bo[na] me[moria] del Capitan Bartolomeo Tordoli stato Piloto Reale delle med[esim]e Galere, incominciando dal dì 23 novembre 1617 fino al 2 giugno 1647”, copre in realtà solo il periodo fino al 1625 e si limita ad aggiungere alcune notizie aneddotiche in più agli avvenimenti già noti precedentemente.
Infine, in “Nota di prese fatte dalla squadra delle Galere Ser[enissi]me copiate ab-verbum, come sono descritte ne’ Ruoli delli Schiavi che di presente si ritrovano nello scrittoio del Bagno”, si trova la trascrizione riassunta di un registro in sei volumi, stilato dal sindaco dell’Istituto, Camillo del Seta, nel quale si venivano annotando numero e caratteristiche degli schiavi che le galere consegnavano al Bagno di Livorno al loro ritorno, e che copre gli anni dal 1569 all’estate del 1692.

Presso l’Archivio di Stato di Pisa si conservava anche un codice pergamenaceo nel quale si elencavano tutte le prede, tra cui l’elenco degli schiavi catturati e delle splendide bandiere islamiche, 117 drappi di varie dimensioni recentemente restaurati, strappate ai legittimi proprietari dalla Marina stefaniana in occasione dei numerosi scontri intercorsi dall’anno 1568 al 1688.
Tale registro è andato distrutto durante la Seconda guerra Mondiale, ma fortunatamente il suo contenuto era stato precedentemente trascritto e pubblicato.

< indietro